Agiografie

racconti istantanei e appassionati

di donne martiri

‘Tenaci, caparbie, convinte, infervorate.
Questa raccolta di immagini istantanee e storie vuole celebrare e ri-attualizzare il fervore di spirito di alcune donne.

Sole e spesso non comprese, queste donne di cui sono raccolte le storie, hanno fatto delle loro convinzioni la propria ragione di vita, fino a sacrificarla.
Oggi le chiamiamo martiri.
Ma prima della scelta del martirio c’ è stata un’ infanzia, ci sono state delle idee, dei pensieri e delle azioni partorite alle volte con fatica, altre con spontaneità.

Ognuna di loro aveva una famiglia da cui spesso è stata ripudiata.
Molte di loro hanno perso tutto per testimoniare ciò in cui credevano.
Agiografie ’ celebra la loro memoria non soltanto come sante o martiri, ma soprattutto come donne, la cui forza è talmente vigorosa che il loro ricordo non si è dissolto, nemmeno col passare di tutti questi anni.

Serbiamo nel cuore le loro storie, in modo che ci diano coraggio per affrontare i nostri dilemmi, che ci siano di ispirazione per le lotte che stiamo combattendo, e che ci diano la forza di rompere quelle catene che spesso ci limitano.
Questo piccolo breviario di fotografie istantanee è per loro.

Per ogni occhio cavato, per ogni dente strappato, per ogni torace dilaniato, per ogni freccia scoccata, per tutto questo amore, grazie.’

Anita Scianò

 

 

‘Agiografie’ è un progetto fotografico autoprodotto.
Ho raccolto le storie biografiche di dieci sante donne morte per martirio e ho rappresentato la storia di ognuna con un’unica fotografia utilizzando il concetto del
tableu-vivant.
Ogni foto è scattata con la pellicola insta wide fuji e vuole racchiudere in una sola immagine la vita, la storia e i processi del martirio, mi piaceva che la pellicola fuji rimandasse all’idea del santino votivo.
Su di ogni foto ho fatto degli interventi materici dove ho disegnato, cucito, bruciato e incollato materiali diversi per arricchire la storia di ognuna, soffermandomi soprattutto sui dettagli di ogni martirio.

Ogni foto è accompagnata da un breve testo che ne narra la storia.
Quello che mi ha spinto a lavorare su questa tematica non è un interesse religioso quanto storico e artistico legato alla simbologia artistica, all’iconografia sacra e alle storie di queste donne.
Ognuna di loro, in epoche dove le donne erano escluse da qualsiasi ambito di aggregazione sociale e non avevano la minima valenza né come individui né come esseri pensanti, ha portato avanti le proprie idee a costo della morte.
Ed è proprio questa resilienza, questa caparbietà che me le ha fatte amare.

 

Ho lasciato tra le righe il parallelo con i femminicidi e gli orrori che tutt’oggi molte donne in molti paesi del mondo sono costrette a sopportare dal lato fisico, psicologico, sociale e intellettuale.
Potremmo mai riuscire, conoscendo i dettagli truci e cupi di queste martiri, perpetuando la memoria di queste donne sante e martiri, a risparmiare altrettanti martiri in epoca moderna?